UN LIBRO PER AFFRONTARE IL PROBLEMA DELLA MANCANZA DI TEMPO ..
SUL WEB E SUL TERRITORIO!
Eretici Digitali inizia con l'indicazione di un problema ..
A che punto siamo
La rete ha prodotto una società divisa, con una parte che la vive e l’altra che la detesta. Non ha senso. Serve una lingua comune per parlarsi. Ma tranquilli: questa non è l’ennesima puntata della soap “giornali & internet”. Semmai la questione è: con il digitale abbiamo tutti – vecchi e giovani, colti e meno colti, alti e bassi, destri e sinistri – un destino comune. E non riusciamo a parlarne insieme.
La possibilità che una lingua comune offra una prospettiva di soluzione mi lascia incredulo. Ci sono tante discussioni sul Web, completamente inconcludenti, tra persone che la lingua comune ce l'hanno. Un post recente del mio blogger di riferimento, ad esempio, propone lo stesso problema del libro, in termini molto più "ruspanti", attribuendolo alla "MANCANZA DI TEMPO", senza che nei commenti al post si delinei altra soluzione che quella di ...
Ti porto il mio esempio. Quando ho iniziato ad usare il web avevo 14-15 anni. ma erano altri tempi. Devo dire che ci si autoregolamentava. I genitori non ne capivano nulla. Ora invece timidamente tentano di comprendere il mezzo e i suoi pericoli/opportunità. Però si arrendono alla prima difficoltà ,adducendo la scusa del poco tempo a disposizione.
La deriva che noto nei figli di alcuni conoscenti è la delega educativa che si lascia a tv, playstation, internet etc… cioè a 6 anni già play, 7-8 anni cellulare e 9-10 ipod e internet..ore e ore al dì senza più dialogo, confronto, comunicazione. Lo scenario è davvero cupo.
Andrea sei un nativo vero. Ora a te il compito di traghettarli :-) Sei un vero technology steward!
Questa pretesa degli abitanti del Web, di dare a tutti l'opportunità di farsi una cultura digitale, è come se all'inizio dei tempi gli esperti di computer avessero cercato d'insegnare il linguaggio di macchina, che loro usavano per fare eseguire programmi all'unità di elaborazione centrale, invece d'iniziare a sviluppare compilatori e sistemi operativi in risposta alle difficoltà segnalate dai non esperti di computer.
Si potrebbe osservare che, allora, gli esperti di computer erano esperti di computer e basta. Oggi invece gli esperti del Web sono tutti rappresentativi di qualche altro interesse: Marketing, Formazione, Pubblica Amministrazione, Editoria .. eccetera.
Può essere significativo questo cambiamento di ruolo degli esperti, che hanno con la tecnologia un rapporto "diretto". O no?
Se lo fosse, varrebbe la pena fare un po' di revisionismo storico?
Anche se solo un settantenne può ancora cercare di farlo, in occasione della sua ultima esperienza di BarCamp?
In attesa di risposte - che non mi aspetto - posso solo concludere, per raggiunti limiti di tempo, con un contributo all'eventuale germinazione spontanea di una consapevolezza territoriale che acquisisca progressivamente il controllo del proprio destino, iniziando ad usare la tecnologia nel proprio esclusivo ed autonomo interesse ...
da oltre 25 anni l'innovazione tecnologica va avanti per i fatti suoi, in anticipo rispetto all'evoluzione sociale.
Se non ci fosse questa anomalia l'evoluzione sociale dovrebbe essere più avanti della (o al passo con) l'evoluzione tecnologica.
Quello che mi sembra certo ed inevitabile è il bisogno di muoversi su due livelli:
1) a livello abitanti del Web (i professionisti del Web e il loro linguaggio)2) a livello territoriale (nel caso di questo Forum, quello degli abitanti di Voltago Agordino che chiamano ETERNIT un mondo sconosciuto)
Il punto di contatto locale (l'interfaccia tra questi due mondi) che mi sembra di poter usare (al momento buono) è una versione stampata e affissa nelle bacheche di Voltago Agordino di questa locandina,
La qualità del sito locandina non mi preoccupa, anzi .. serve a mettere bene in chiaro che non può essere un bravo professionista del Web il calcio d'inizio del cambiamento sociale .. necessario a produrre un rapporto comunicativo equilibrato tra mondo territoriale e mondo web.



